venerdì 24 giugno 2011

Luigi de Berlusconis


La trasformazione è stata così improvvisa che l'occhio umano non è stato in grado di registrarla. Luigi de Magistris non aveva ancora finito di festeggiare per la sua vittoria contro un temibile avversario del quale al momento, come a molti italiani, non viene il nome e allora lo chiameremo "anonimo". Si diceva di questa grande vittoria contro il candidato anonimo e, mentre de Magistris saltava sul palco roteando la toga rossa, in realtà si stava rapidamente ed inesorabilmente trasformando in Luigi de Berlsuconis; una inquietante creatura modificata geneticamente che aspira buon senso ed espira demagogia. Nessuno lo avrebbe detto eppure i sintomi c'erano tutti. Le battute ben piazzate ai talk show, bella presenza- "è un candidato che piace alle donne"diceva di lui Berlusconi in campagna elettorale-e, al momento della vittoria, una promessa su tutte: "a natale vi regalo Obama", proprio lo stesso Obama che Berlusconi aveva poco prima tampinato per piagnucolare a favore di fotografo privato in merito alle iniquità subite dalle toghe rosse. Obama ormai è richiestissimo per G8, premiazioni, compleanni e matrimoni, tanto che pensa di assumere un sosia per tenere fede a tutti questo appuntamenti che ha in Italia. Quella sera, dopo aver promesso Obama a natale sembrava quasi di sentire de Magistris rincarare la dose: "e poi, portiamo Pato al Napoli" e via a cantare e ballare tutta la notte. E infine, l'ha sparata proprio grossa quando, non si sa bene perché, si è piccato di poter ripulire Napoli in quattro o cinque giorni. Non si era nemmeno finito di legare il grembiule per cominciare le pulizie che già i problemi si dimostravano al di sopra di ogni previsione. E via con le urla al sabotaggio. Enrico Fierro, dalle pagine del Fatto Quotidiano, sospetta che si voglia "affogare la Primavera di Napoli sotto un mare di monnezza-perché si debba scrivere così poi è difficile a capirsi- e magari il sospetto può venire pure a noi. Ma una cosa è certa, Berlusconi lo aveva detto molto chiaramente: "adesso i napoletano se la dovranno cavare da soli"-sportivo, elegante e da vero uomo di Stato-. Ma de Magistris da quell'orecchio non ci ha sentito, anche perché la trasformazione lo ha condannato alla sordità selettiva. Meglio avrebbe fatto a spiegare ai napoletani quanto difficile ma importante sarebbe stata la battaglia che era appena iniziata piuttosto che fare la solita berlusconata delle emergenze (ricordate, l'Aquila rinata, Napoli liberata, Lampedusa riordinata, il tutto sempre nel giro di pochi giorni?). Ma la trasformazione deve aver sorpreso lo stesso de Magistris, incredulo nel trovarsi davanti allo specchio provandosi una bandana o a fare una telefonata a qualche intrigante faccendiere per vedere il da farsi nella serata.

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