sabato 25 giugno 2011

Concita de Gregorio: una DONNA con la D, la O, la N, l'altra N e l'ultima A maiuscole

Concita
De Gregorio, che classe, che bella donna, che fine penna, che brava giornalista...sì...tutto molto bello, tutto molto vero. Pensate che i conti del giornale che ha diretto-l'Unità- e del quale sta per abbandonare la direzione sono tornati sostanzialmente in ordine e le vendite, secondo il quotidiano, sarebbero pure cresciute non poco . Tutto molto bello, tutto molto vero. MA- e c'è un MA- qualcuno lo ha letto il suo giornale? Con quel nuovo e "accattivante" formato "compact" tipo Donna Moderna?- Gramsci ne sarebbe andato matto, o forse era Flavia Vento...adesso non ricordo". Adesso dicono "i conti sono in ordine"...grazie...non che la redazione pesi troppo sul bilancio ora come ora, diciamo che non è tra le più brillanti...comunque è fantastico, perché adesso il sito del giornale ha anche un'area "Donne" dove si possono leggere devastanti, attuali e caustiche polemiche...come per esempio: "Madri e figlie in piazza: ci siamo svegliate!" e tutti ci ricordiamo di questa colossale manifestazione spontanea con conferenza annessa dove si è profondamente discusso di "madri che non incitano le figlie a vendersi ad anziani e potenti signori per poche migliaia di euro e di figlie che non hanno l’orizzonte talmente limitato da non desiderare per sé nient’altro che la benevolenza a gettone di un vecchio malato di sesso." Diciamo pure che l'Unità si è cercata un target e lo ha trovato e credo che l'uscita di scena della De Gregorio sia dovuta al fatto che voleva sostituire il tradizionale rosso della testata con un più consono rosa shocking. Perché la De Gregorio è "DONNA", sopratutto Donna, e ce lo fa pesare sempre. Sulle vendite, il giornale nel 2008-anno della ascesa di de Gregorio alla direzione- vendeva 48mila copio e oggi ne vende 52mila...un grande risultato, un trend positivo direte voi, ma non è così. Perché nel 2009 l'Unitá diffondeva 1000 copie in più e quindi, il trend è negativo, forse perché passata la novità, ci si rende conto che il giornale di suo non ha tutta questa gran sostanza, o forse perché i professionisti si vergognavano ad andare in giro con un giornale che sembrava, nel migliore dei casi, un free press se non un catalogo del Brico. Marco Travaglio ha dichiarato di leggere molti giornali ogni giorno: La Stampa, Il sole 24ore ma anche i rivali di Libero o Il Giornale-ma si tratta in parte di vanità forse perché spesso si parla di lui- naturalmente Il Fatto e altri. Ma non legge manco per scherzo l'Unità, quello lo lascia tranquillamente a riposare in edicola. Qualsiasi rassegna stampa assegna al giornale della De Gregorio un ruolo marginale nella polemica, dove l'Unità si limita a creare slogan che non funzionano. Sembra di vedere una campagna elettorale del Pd...ci deve essere un nesso....mmmmhhh. Se ne va una fine penna, una brava giornalista, una solida amministratrice e sopratutto, se ne va una donna!!!che poi sembra che la De Gregorio non sia altro che una donna mentre a me non interessa granché se chi scrive è donna o uomo ma quello che scrive, la sostanza del messaggio. E speriamo quindi che la direzione ora non passi ad'una scimmia, altrimenti ci dovremo gustare l'immancabile rubrica "primati" con utili spunti sulla qualità delle banane e sulle tecniche di spulciamento. Per il sottoscritto è però un peccato che la De Gregorio abbandoni il giornale nel periodo estivo. Non vedevo l'ora di collezionare i nuovi gadget in allegato per l'estate, parei, teli da mare e costumi delle Superchicche...tutto molto vero, tutto molto bello.

venerdì 24 giugno 2011

Luigi de Berlusconis


La trasformazione è stata così improvvisa che l'occhio umano non è stato in grado di registrarla. Luigi de Magistris non aveva ancora finito di festeggiare per la sua vittoria contro un temibile avversario del quale al momento, come a molti italiani, non viene il nome e allora lo chiameremo "anonimo". Si diceva di questa grande vittoria contro il candidato anonimo e, mentre de Magistris saltava sul palco roteando la toga rossa, in realtà si stava rapidamente ed inesorabilmente trasformando in Luigi de Berlsuconis; una inquietante creatura modificata geneticamente che aspira buon senso ed espira demagogia. Nessuno lo avrebbe detto eppure i sintomi c'erano tutti. Le battute ben piazzate ai talk show, bella presenza- "è un candidato che piace alle donne"diceva di lui Berlusconi in campagna elettorale-e, al momento della vittoria, una promessa su tutte: "a natale vi regalo Obama", proprio lo stesso Obama che Berlusconi aveva poco prima tampinato per piagnucolare a favore di fotografo privato in merito alle iniquità subite dalle toghe rosse. Obama ormai è richiestissimo per G8, premiazioni, compleanni e matrimoni, tanto che pensa di assumere un sosia per tenere fede a tutti questo appuntamenti che ha in Italia. Quella sera, dopo aver promesso Obama a natale sembrava quasi di sentire de Magistris rincarare la dose: "e poi, portiamo Pato al Napoli" e via a cantare e ballare tutta la notte. E infine, l'ha sparata proprio grossa quando, non si sa bene perché, si è piccato di poter ripulire Napoli in quattro o cinque giorni. Non si era nemmeno finito di legare il grembiule per cominciare le pulizie che già i problemi si dimostravano al di sopra di ogni previsione. E via con le urla al sabotaggio. Enrico Fierro, dalle pagine del Fatto Quotidiano, sospetta che si voglia "affogare la Primavera di Napoli sotto un mare di monnezza-perché si debba scrivere così poi è difficile a capirsi- e magari il sospetto può venire pure a noi. Ma una cosa è certa, Berlusconi lo aveva detto molto chiaramente: "adesso i napoletano se la dovranno cavare da soli"-sportivo, elegante e da vero uomo di Stato-. Ma de Magistris da quell'orecchio non ci ha sentito, anche perché la trasformazione lo ha condannato alla sordità selettiva. Meglio avrebbe fatto a spiegare ai napoletani quanto difficile ma importante sarebbe stata la battaglia che era appena iniziata piuttosto che fare la solita berlusconata delle emergenze (ricordate, l'Aquila rinata, Napoli liberata, Lampedusa riordinata, il tutto sempre nel giro di pochi giorni?). Ma la trasformazione deve aver sorpreso lo stesso de Magistris, incredulo nel trovarsi davanti allo specchio provandosi una bandana o a fare una telefonata a qualche intrigante faccendiere per vedere il da farsi nella serata.